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2° CIRCOLO DIDATTICO MOGLIANO VENETO |
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Novembre 2011 - LA PROTESTA DEL PANINO Quest’anno molti genitori hanno deciso di contestare il caro-mensa imposto dall’Ammini-strazione comunale attuando la cosiddetta “ protesta del panino”: una o più volte alla settimana non si ordina il Pasto, non si presenta il Buono-mensa e si manda a scuola il figlio con un cestino portato da casa. “ Al massimo un panino – ho suggerito io, d’accordo con i rappresentanti del Consiglio di Circolo – e lasciamo stare i più piccoli della scuola d’Infanzia.” Invece c’è chi ha esteso la protesta anche ai bambini dai 3 ai 5 anni. Cosa è successo? Prendo alcune frasi dalla lettera di una maestra, che mi ha descritto i primi giorni di contestazione. Anche oggi hanno fatto sciopero…..Che cosa vuol dire? ( Ho chiesto ad alcuni dei 21 praticanti su 27 presenti). “ Mangio il panino !” mi hanno risposto ed io “ Come mai? “ Nei loro occhi è comparsa un’espressione incerta, come per dire “ Mi hai scoperto ! Cosa dico adesso? ”…….. Arriva la merenda di metà mattino, comincio a capire che le regole dello stare a tavola sono andate a farsi friggere. Dai sacchetti esce di tutto e bisogna: mediare la scelta del cibo giusto e riporre il resto, fare attenzione che nulla cada a terra, evitare scambi di cibo, isolare quello pericoloso per chi ha allergie, raddrizzare sedie, ripetere “ Metti le gambe sotto al tavolo!” per dieci o dodici volte, girare le teste verso il proprio tavolo, chiedere – senza gridare – di non gridare e riuscire a farsi sentire, aprire bottiglie d’acqua, consigliare quale succo scegliere tra i 3 o 4 portati da alcuni, convincere che lo yogurt va mangiato subito perché non si può metterlo in frigo fino al pomeriggio, penalizzare la generosità e l’amicizia per impedire regali-assaggi-scambi……..E questo succede anche a pranzo….. E i bambini che mangiano un pasto caldo sono là che chissà che cosa pensano: si sentiranno in castigo? Oppure è perché sono migliori? Il primo giorno della protesta tre non hanno mangiato quasi nulla, un paio ha pianto…Non parliamo poi del valore nutrizionale di questi pasti arrivati da casa, ma cosa ho visto! Panini alti dieci centimetri impossibili da fare entrare in bocca, altri belli duri pieni di crosta spessa, difficili da mordere e schiacciare, spezzettare, panini lunghi anche 20 o 30 centimetri che appena presi in mano da un lato sputano fuori l’imbottitura da un altro, banane sfatte che i bambini si sacrificano a mangiare impietositi da quel crollo.E poi ci sono le bottigliette d’acqua: alte come estintori rispetto all’altezza dei bambini, grosse per le loro manine, sottili come la carta velina. “E tu mi chiedi di bere bene? Di non bagnarmi? Di non farmela scivolare di mano e di non annaffiare i vicini? Ma dai ! Le mie riflessioni sul racconto della maestra: Certamente in democrazia protestare è un diritto, lamentarsi se le cose non funzionano è giusto, ma la protesta dovrebbe considerare più alternative, soprattutto se a “pagare” veramente sono poi i bambini, le maestre ed il personale scolastico. Chiedo di nuovo perciò: agli Amministratori di trovare il modo di andare incontro alle richieste delle famiglie, considerando anche la forte crisi di questi mesi, ai Genitori di pensare ad altre forme di protesta, se proprio intendono continuarla. Questa sta diventando ingiusta e pesante, semina tensione e malumori, aumenta i problemi, rende difficoltosa la convivenza scolastica, distrugge tutto quello che abbiamo insegnato in campo educativo alimentare. Pensiamoci un po’ su tutti quanti, per piacere! E intanto il problema vero è quello di chi ha perso il lavoro, ha debiti, va a prendere i bambini a scuola in silenzio, prima di pranzo, e poi li riporta: a questi chi ci pensa? IL DIRIGENTE SCOLASTICO dott. Nerio Bellemo
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