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2° CIRCOLO DIDATTICO MOGLIANO VENETO |
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Marzo 2011 - 150 ANNI DI UNITA’ 50 anni fa ero bambino e mi hanno detto che c’era il compleanno di qualcuno che compiva 100 anni, mi hanno regalato un libretto con tre colori in copertina, alcune foto in bianco e nero e tante pagine scritte con parole difficili, incomprensibili . Non capivo bene cosa stava succedendo, a casa non avevamo la tivù, ascoltavamo la radio o andavamo a letto con Tarzan e i pirati della Malesia, con Pecos Bill e gli indiani “cattivi”. Questa parola, ITALIA, era difficile da comprendere: per me esisteva solo la mia città, Venezia, del resto non si sapeva niente, del mondo non avevamo molte notizie o forse non ci prestavamo noi molta attenzione : quando c’era il pane con un goccio di olio per merenda, un giardino con un sacco di bimbi per giocare e le figurine di carta del Corrierino, avevamo tutto ed eravamo felici. Con il tempo, crescendo, se c’è qualcuno che ti indica ( e per fortuna ti inculca) certi valori, solo con il tempo hai modo di capire che esistono le differenze tra la libertà di parlare ed il dover tacere, tra l’essere uguali e disuguali, tra avere più diritti o meno diritti, tra il combattere contro gli altri e lo starci assieme, se hai qualcuno che ti insegna la Storia e ti aiuta a capirla con i documenti, attraverso le parole dei regnanti ma anche della gente comune, impari ad avere un’idea, un’opinione tua, ed afferri che anche questo sta dentro all’Italia: poter pensare liberamente, far parte di un gruppo, discutere con altri gruppi, criticare, far proposte, votare sì, votare no. Diciamolo perciò ai bambini : ci sono parole che ne contengono altre , “CASA ” fa pensare a mobili-stanze- porte-finestre-famiglia- tivvù- SCUOLA comprende insegnanti, alunni, banchi, aule, lezioni, orari. ITALIA comprende la nostra casa, ma anche le case dei vicini, la nostra città e le città vicine, le regioni e i fiumi, le montagne, tutta la gente e chi è venuto prima di noi, Dante, Colombo, Michelangelo, Leonardo, Garibaldi e tutto quello che ci hanno insegnato e lasciato, da conservare e da sviluppare. Bene: tutto questo non basta: essere uniti oggi non basta: essere gruppo non è sufficiente : occorre di più. Bisogna far qualcosa tutti, tutti i giorni, per mantenerla, questa Italia, per farla funzionare, per coltivarla e farla crescere per noi e per chi viene dopo di noi. Serve l’impegno di tutti: a non sporcarla, buttando cartacce e bucce per terra ad esempio o scrivendo sui muri, a conservarla, occupandoci delle piante e degli alberi intorno a noi e dell’aria e di cosa fare per mantenerla respirabile e dell’acqua. Ma questa Italia, soprattutto, occorre tenerla più unita, interessandosi degli altri, rendendo più vivibili ed amichevoli i nostri quartieri, i nostri paesi, imparando e condividendo le stesse regole, gli stessi diritti , gli stessi doveri. E intanto c’è già un’altra parola, in coda con le altre, che attende di essere costruita bene, capita e riempita: EUROPA. IL DIRIGENTE SCOLASTICO dott. Nerio Bellemo |