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IL PUNTO ... DEL DIRIGENTE
Le riflessioni del Dirigente
CAMBIAMENTI,
SI, MA NELL’INTERESSE DI TUTTI
L’anno scolastico 2009/10 è iniziato con parecchie novità ed
altrettanti mugugni: di chi voleva che tutto restasse come
prima, di chi afferma che si è cambiato troppo o troppo poco.
Ognuno valuta il pro ed il contro, secondo un personale punto di
vista.
E fin qua nulla da dire: è Democrazia.
Più difficile è concordare, accettare le motivazioni, collegarle
ai bambini: è per il loro bene? O è contro di loro?
Parliamo allora dei cambiamenti delle insegnanti nelle scuole
d’Infanzia: ce ne sono stati diversi. Ogni scuola quest’anno ha
un nuovo gruppo di docenti: alcune si sono trasferite di città,
altre sono rimaste, altre ancora sono arrivate da poco. In
pratica ogni plesso inizia con un nuovo gruppo, per cui ha
bisogno di costruire un nuovo equilibrio. Perché tutto ciò?
Riflettiamo: abbiamo tre scuole d’infanzia, con 3 sezioni
ciascuna, due docenti per sezione fanno 6 per scuola e 18 in
tutto il circolo. L’organico ( cioè l’insieme degli insegnanti)
è da tempo “di circolo”, come nella primaria: significa che
quando arriva una nuova insegnante è assegnata al circolo e non
ad una scuola precisa, come una volta, significa che nessuna
insegnante deve considerarsi come “legata per sempre” alle
quattro mura in cui insegna.
Di che cosa deve tener conto il Dirigente? Dei criteri indicati
dal Consiglio di Circolo e dal Collegio docenti (innanzitutto la
“continuità” laddove possibile) del tipo di insegnanti, (che
deve essere di ruolo nel numero di almeno una per sezione),
degli equilibri esistenti tra le insegnanti (rispetto a
competenze, relazioni, metodologie, anzianità di servizio,
incarichi…).
La decisione del Dirigente è perciò delicata e, la Legge lo
prevede, sta solo a lui la decisione finale.
Non cambiare nulla può essere un alibi per dire: capita quel che
capita a chi capita.
Cambiare tutto può far contenti tutti, perché nessuno ha da dire
dell’altro: ci sono state preferenze.
Più difficile è cercare di operare delle scelte, spostando
alcune individualità, mantenendone altre, introducendone di
nuove.
Il Dirigente è responsabile e si assume in pieno questa
responsabilità: può scontentare qualche genitore o qualche
insegnante, può amareggiare alcuni alunni, ma deve puntare ad un
obiettivo sopra tutti gli altri: la qualità organizzativa,
relazionale, metodologica di tutte e tre le scuole, non di una
sola.
Questo è quanto accaduto quest’anno: i cambiamenti non sono
dovuti né al bisogno di punire chicchessia, né alla necessità di
mettere le brave da una parte o le meno brave da un’altra.
Costruire buone relazioni ed equilibri efficaci: questa è la
scommessa che è stata sottoscritta. L’organico di ogni plesso è
stato ricostruito per questa esigenza e non per altro.
Ora siamo partiti: i bambini hanno iniziato a “ lavorare” (
perché per loro il gioco e la scuola sono lavori seri ed
impegnativi), le maestre si sono messe di buona lena a lavorare
( perché sfido chiunque a stare 6 ore con 28 bambini di 3 o 5
anni e a dire che quello è lavoro da fannulloni, con i bambini
di oggi, del 2010 !). ( Quanto “resiste” un genitore da solo con
suo figlio? E con due bambini?)
E i genitori: vorranno comprendere le ragioni dei cambiamenti?
Accetteranno ed aiuteranno la scuola a costruire maggior
equilibrio? Speriamo.
Ne abbiamo tutti bisogno. Anche questa è una sfida, da fare
assieme!
ottobre 2009
D.S. Nerio Bellemo
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