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IL PUNTO ... DEL DIRIGENTE
Le riflessioni della settimana
9.3.2009 - La Pagella ed il Grillo parlante
Ma ci ricordiamo una volta, com’era?
Da bambini, la mettevamo sotto al piatto, la sera, per fare una
sorpresa al papà, che rientrava tardi dal lavoro; poi, da
adolescenti la si mostrava solo alla mamma, perché ci difendesse
dalle arringhe di chi “faticava tanto per noi.. irriconoscenti”,
più avanti ancora, se conteneva troppe insufficienze, diventava
una prova che i proff ce l’avevano proprio con noi….
La pagella ha cambiato nome ( ora si chiama “ Documento di
Valutazione”, ma per molti è la ”Scheda”), ha cambiato vestito,
ma ha conservato tutta la sua importanza per l’intera famiglia:
è la fotografia o meglio il dipinto di un bambino, così come è
stato “intravisto” dai suoi insegnanti.
Adesso c’è di nuovo il voto: una cifra, scritta tra l’altro in
lettere, che riassume tutto in un numero. Quante cose ci sono
dentro !
Guardiamo per esempio il voto di Italiano: c’è la capacità di
ascoltare, c’è l’abilità nel parlare e comunicare bene,con
risposte logiche ed adeguate a contesto-ruolo-scopo, c’è la
lettura meccanica e più avanti anche quella espressiva, c’è la
comprensione letterale e quella inferenziale, c’è la produzione
scritta, nei vari aspetti descrittivo-narrativo- poetico-
argomentativo e così via, e ancora: la grammatica,
l’articolazione della frase, la conoscenza lessicale,
l’ortografia……..tutto questo, pensate, dentro ad un singolo
numero.
Ma c’è ancora altro: la voglia di imparare, lo sforzo, la
fatica, gli alti e bassi dovuti al periodo, alla famiglia, ad
altri impegni, al rapporto con gli altri bambini, alle emozioni
provate o frustrate, c’è la reazione più o meno positiva al
metodo utilizzato dall’insegnante, c’è la sintonia con lui….
Insomma: il VOTO è la punta di un iceberg.
Ma……coraggio: non facciamoci abbagliare dai riflessi colorati!
Bisogna fare, come genitori, almeno tre cose: parlare, parlare,
parlare.
Col proprio figlio: per capire cosa pensa, se è contento oppure
no, e cosa si aspettava…e perché crede che le insegnanti abbiano
deciso proprio quel voto…. e di cosa ha bisogno per
migliorare….e raccontargli dei propri tempi, dei propri voti,
belli e brutti… e di come si sentiva.. e di cosa dicevano i
genitori, a quel tempo ( perché ai figli fa bene ogni tanto
immaginarci da bambini, come loro, né perfetti, né imperfetti,
ma così, normali, con pregi e difetti).
Con i docenti: per essere informati sul ragionamento che li ha
portati ha scegliere quel numero…. e cosa rappresenta… e se è la
sintesi di una serie di alti e bassi …e quali sono, i bassi….ed
avere consigli su come seguire meglio il figlio….come
aiutarlo…ed avere più informazioni sul Metodo…..( perché gli
insegnanti rinforzano la loro professionalità, quando viene
richiesta )
Con se stessi:( forse questo va fatto all’inizio !) per dirsi
che il voto non è un’etichetta o un’offesa personale, è la
scelta di insegnanti che nella massima onestà fanno ogni giorno
del proprio meglio, ma possono anche talvolta sbagliare, o
possono vedere meglio di noi, nel confronto quotidiano con tutti
gli altri e comunque sono…obbligati a raccontare tutto quello
che hanno osservato attraverso un semplice numero.
Non è facile, ma partiamo da questo per comunicare.
D.S. Nerio Bellemo
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